Gemellaggio Milano Ravenna: grazie Elio

Settimana scorsa è uscito assieme alla Gazzetta dello Sport un DVD di un mitico concerto. Si tratta di un concerto che l’anno scorso hanno tenuto gli Elio e Le Storie Tese a Piangipane. Dov’è Piangipane? Tutti i ravennati degni di questo nome ben sanno dov’è (infatti io ho dovuto usare Google Maps). L’anno scorso non sono potuto essere presente a questo concerto per motivi di lavoro; mi sono accontentato di andare a  quello di Cesena.

Vedere il DVD in questione ha fatto scorrere qualche lacrimuccia dai miei occhi. Chi mi conosce sa quanto ami il simpatico complessino: ho tutti i loro CD, i plettri di Cesareo, adesivi, spille, peli, ecc. ecc. Tutti gli anni vado almeno ad un loro concerto. Sono stato Fava per qualche anno (i fan degli EelST si chiamano così, non pensate male). Stefano Belisari, in arte Elio, è mio coetaneo, nel senso che è nato 3 o 4 giorni dopo di me. Grandissimi musicisti, al di là delle parolacce hanno un modo molto intelligente di fare umorismo in musica. Sono riusciti addirittura, come dicono loro, a vincere il Festival di Sanremo arrivando secondi. Insomma: li adoro.

Vedere l’intro del DVD dove il pulmino del simpatico complessino è in avvicinamento a Piangipane; vedere i cartelli stradali che indicano Ravenna; sentire l’introduzione in rima di Mangoni che cita anche Teodorico: mi sono commosso. Passato, presente e futuro della mia vita, in 10 minuti di filmato. E un grande rimpianto: non essere stato presente.

Ovvia musica di oggi: Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu degli Elio e le Storie Tese

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La pista ciclabile

Questa qui a fianco è una foto che feci qualche anno fa (credo due) a Milano. Come si vede chiaramente, si tratta di un pezzo degli oltre 72 km di piste ciclabili di Milano. Tutta bellina, gli alberelli da un lato, addirittura la riga discontinua a delimitarne le due corsie (eh sì, perchè non vogliamo mica che per sbaglio i numerosi ciclisti si scontrino con qualche ciclista del Commonwealth).

Però la staccionata che si vede in primo piano esisteva veramente, non è un fotomontaggio.

Che fosse un monito dell’amministrazione comunale? Sì, ti piace andare in bici in tutta sicurezza, abbiamo speso dei soldi per fartela pure bellina, però, comunque, se vuoi proseguire devi soffrire. Oppure voleva rappresentare il significato della vita? La strada può essere sicura e liscia ma, prima o poi, si incontra sempre qualche ostacolo da superare.

Sia quel che sia, mi piacerebbe tanto sapere se è ancora così. Qui a Ravenna le bici hanno un loro perchè, una loro ragion d’essere, e non le usano soltanto gli extracomunitari, gli universitari con la ruota fissa o i pazzi come me.

Musica: Peter Gabriel

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Qr Code vs. Microsoft Tag

Oggi si parla del mio lavoro, della mia passione. Oggi si parla di codici bidimensionali. Perchè?

Perchè sto leggendo in giro sul web un po’ di imprecisioni. In Italia è ancora una volta il settimanale Panorama l’apripista per questo tipo di “realtà aumentata”. Dopo aver inserito, circa due anni fa, il QrCode per consentire tramite cellulare di avere più informazioni a complemento di alcuni suoi servizi, quest’anno si cimenta con il Tag Microsoft. Sia su alcuni articoli online che sulla rivista, il Tag Microsoft è presentato come innovativo rispetto al “vecchio” QrCode. Ammesso che sì, il QrCode è stato inventato nel 1994 in Giappone (e la Microsoft stessa aveva già provato ad utilizzarlo col nome di Windows Live Barcode) e che il Tag è quindi più recente, vorrei passare a commentare alcune delle sue “miracolose” innovazioni.

Si dice che finalmente con il Tag possiamo usare i colori, dando “potenza” visiva ad eventuali operazioni di marketing, a differenza del QrCode che è tarpato dalla sua monocromia. Falso. Vediamo sovente il QrCode in bianco e nero perchè, a differenza del Tag, ha uno standard ben riconosciuto, ma ciò non preclude che si possa lavorare graficamente anche su di esso. Un paio di esempi li potete trovare sul mio sito in fondo alla pagina QRCODE. E’ sufficiente mantenere il giusto contrasto tra i moduli “positivi” e quelli “negativi” per ottenere effetti grafici gradevoli.
Il Tag può contenere molte più informazioni. Sarà anche vero, ma non si capisce che cosa ce ne dovremmo fare di questa caratteristica dato che non è possibile utilizzarlo con informazioni “offline”, diversamente dal QrCode, nel quale è possibile memorizzare direttamente, ad esempio, una V-card, il biglietto da visita virtuale. Quindi con il Tag le informazioni, per essere visualizzate, prevedono necessariamente la connessione internet del cellulare.
Con il Tag è possibile variare il link cui punta via software, senza dover cambiare l’immagine del Tag stesso. Anche con il QrCode è possibile, non è così difficile, basta far andar la testa e magari le query.
Di molte altre cose possiamo discutere. Per esempio che la maggior parte dei software di lettura dei QrCode prima di collegarsi a Internet ti chiedono se vuoi davvero farlo, mentre il Microsoft Tag Reader (almeno, quello che ho installato sul mio cellulare) parte come un missile con la connessione. Che per il momento il Tag è gratuito, ma qualche vocina dice che fra qualche anno non lo sarà più. Certo, il Tag reader si porta dietro il Device ID del vostro cellulare, permettendo di riconoscervi al volo. Ma questo fatto potrebbe anche non essere una bella cosa.
Apriamo il dibattito?

QR Code® is registered trademark of Denso Wave Inc.

La musica di oggi: Twelve Dreams of Dr. Sardonicus degli Spirit

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Zwei

Il secondo capitolo del Crowdsourced Novel è online. Due capitoli, due autori diversi. Le iscrizioni sono aperte…

Oggi niente musica.

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Dell’amore

“Dell’amore” è il titolo di un libro di Stendhal.

In questi giorni mi è capitato di riprenderne in mano la copia che avevo letto da ragazzo. Le pagine ingiallite e le sottolineature sono tutte al loro posto. Il libro mi ha riportato indietro nel tempo (che non c’è più), quando leggevo e sottolineavo i passi che ritenevo importanti, per poi rileggerli e assorbirli ed usarli magari per fare bella figura con qualcuno.

Oggi è diverso. Oggi ci sono dei siti che con un solo colpo di clic ti offrono gli aforismi adatti per ogni occasione (da usare se devi scrivere una email personale a qualcuno/a e fare colpo); ci sono applicazioni Facebook che li dividono per genere, così puoi metterli nella tua bacheca e fare colpo come se fossero parole tue (da usare per poi contattare quelli/e che hanno cliccato sul “mi piace”).

Comunque non volevo scrivere di questo. Di cosa volevo scrivere?

Mi stavo chiedendo: come si fa a capire quando l’amore finisce? E per amore intendo quello romantico.

Quando l’amore inizia è abbastanza sintomatico: sappiamo bene quando siamo innamorati, il nostro corpo e la nostra mente ce lo urlano in ogni modo. Ci interessa solo sapere se siamo corrisposti o meno. Spesso succede che qualcuno ci faccia innamorare di lui/lei senza essere innamorato. Perchè? Per dirla con Alberoni: “l’amore da un enorme potere su chi ama e questo enorme potere può far piacere perchè lusinga la vanità, perchè rende l’altro schiavo, disponibile, pronto ad ogni cenno e ad ogni desiderio”. Qualcuno conosce persone di questo genere? Io sì. Dobbiamo credere ad Alberoni? Perchè no? Ma queste persone sono presto smascherate, e il dolore che ne segue si dissolve velocemente, sappiamo di non amare più, forse addirittura di non avere mai amato. Il problema è che non riesco a trovare altrettanti evidenti segnali nella fine di un amore vero, l’amore che ha visto gli attori entrambi partecipi, dove entrambi hanno amato corrisposti, hanno perseguito un progetto di vita comune. Pavese suggeriva: Un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla”.

Apriamo il dibattito?

(So che qualcuno starà pensando: ma come… mi lascia così? Senza risposte?)

Senti che musica: Amnesiac dei Radiohead

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Il libro c’è!!!

Per i più distratti tra gli affezionati (cinque) lettori di questo blog, segnalo che nella pagina The Crowdsourced Novel ho pubblicato il primo capitolo del libro multiautore che qualche post fa avevo deciso di proporre.

Questo primo capitolo non è farina del mio sacco ma addirittura di altro mulino. Nevertheless è molto carino (sto scherzando, dai!). Che fa rima con Sergino da Torino. E allora? Chi è l’autore o l’autrice misteriosa? Solo a chi si proporrà per scrivere il secondo capitolo sarà svelato l’arcano.

Forza gente!!!! So che dentro ognuno di voi (cinque) alberga uno scrittore inespresso, un saggista tarpato, un Alberto Moravia acerbo, un Fabio Volo finalmente maturo. Se doveste avere qualche scrupolo, qualche vergogna, qualche remora, gettate tutto alle vostre (dieci?) spalle ed uscite dall’ombra. Il futuro di questa iniziativa e nelle vostre (dieci) mani. La gloria vi attende!!

Vedo da qui le vostre espressioni, il grosso punto interrogativo stampato sulle vostre (cinque) facce preceduto dalla domanda: come posso fare per propormi come autore del secondo capitolo di questo mirabolante libro? Semplicissimo! Lasciate un commento a questo post, e se ne potrà parlare.

Musica da: Smile di Brian Wilson

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La tessera sanitaria

Oggi nella casella della posta c’era una busta con mittente l’Agenzia delle Entrate. Con un mittente del genere le buste sono in grado di suscitare in me, nonostante il mio animo di persona onesta, una sensazione di malessere.

Da quando qualche anno fa ho subito una verifica fiscale da parte della Agenzia delle Entrate (e faccio presente che ero ancora lavoratore dipendente con una casa di proprietà, il che vuol dire possibilità di frodare il fisco praticamente nulle) e nonostante non abbia nulla da nascondere (capito?), ogni qual volta il mittente è la famigerata Agenzia il sangue smette di circolare come dovrebbe, le mani iniziano a sudare e la lingua si trasforma in carta vetrata per qualche minuto.

Già mi fregano ogni anno mandandomi il bollettino per pagare la tassa di proprietà di un apparecchio atto a ricevere trasmissioni televisive (leggi: canone RAI), oggi mi hanno fregato mandandomi la mia nuova e fiammante tessera sanitaria della regione Emilia-Romagna. Un ulteriore passo verso l’integrazione ravennate. Dopo un anno e mezzo di residenza a Ravenna, andando in farmacia e mostrando il mio tesserino lombardo mi sentivo in difetto e provavo a scusarmi del fatto, come se fosse una colpa.

Oggi le osservavo entrambe: passato e futuro; sopra il Po e sotto il Po; tranquillità e ansia; molti amici e pochi amici; molta birra poca birra; chip e ciop. Sì, perche quella lombarda ha anche il chip, come se fosse un bancomat o una carta di credito, perchè non è una semplice tessera sanitaria, è una “Carta Regionale dei Servizi”. Mica cazzate.

Ricordo ancora quando in edicola vendettero l’apposito lettore di carte: € 7 (sette) per comprare un pezzo di plastica con attacco USB che avrebbe potuto farmi vedere tutta la mia storia clinica, i miei esami “in tempo reale” e non so quante altre mirabolanti funzioni. Non sono mai riuscito a farlo funzionare. Ovvio che su Linux non funzionasse nulla (non per colpa di Linux) ma che non funzionasse nemmeno su Windows chi se lo aspettava? Chissà quanti “pirla” come me hanno acquistato la miracolosa scatola, che chissà ora dove diavolo è, a € 7 (sette). Chissà chi ci ha fatto del business su quella scatola. Sembra una storia parallela a quella dei decoder sovvenzionati dallo Stato di qualche anno fa. Una storia parallela a tante altre che si verificano qui, nella terra dei cachi (leggi: Italia).

Colonna sonora: Nonsuch degli XTC

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Il treno regionale veloce? 2 – La vendetta

Riprendo un mio post di qualche tempo fa, che potete leggere qui, nel quale mi chiedevo quale fosse la differenza tra un treno regionale ed un treno regionale veloce.

Oggi ho scoperto qual’è! Dunque: il treno regionale è diventato veloce anche se arriva nello stesso tempo di prima quando era regionale normale, perchè il regionale normale di ora va talmente lento che addirittura non parte.

Qualche pendolare di vecchia data, dopo anni vissuti tra ritardi, treni annullati e binari occupati a questo punto sono sicuro che troverà il mio scritto banale e forse provocatorio, ma mi consentirà di scrivere che trovarsi su un treno annullato dopo cinque ore di viaggio non è comunque una passeggiata.

La voce senz’anima e senza volto della stazione ha annunciato solenne: “Oggi il treno regionale 20430 delle 17:09 in partenza da Piacenza e diretto a Milano Pirelli Greco è stato annullato. Ci scusiamo per il disagio”.

Dopo di che la voce senz’anima e senza volto (ma a questo punto, dico io: le vogliamo dare un volto, anche posticcio, sul quale sputare!) della stazione ha detto: “è vietato scendere o salire dalle carrozze finchè il treno non è completamente fermo”.

Mai come oggi per me e almeno altri 100 passeggeri è stato facile rispettare l’avvertimento.

Orecchie piene di: Blur dei Blur

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L’Armando

C’era un Armando protagonista di una canzone di Enzo Jannacci. Quell’Armando descritto dal cantautore milanese era una simpatica canaglia e condivideva con il soggetto della canzone un sacco di cose: viveva nella stessa strada; andava alla stessa osteria; anche la donna era una sola: la sua.

Oggi ho ricevuto un bellissimo regalo, dall’Armando. Questo Armando lo conosco da poco, ma da quando sono a Ravenna è una delle poche persone che mi ha dimostrato amicizia. Lui, la Deborah e il Michele. Mi piace chiamarli così, con l’articolo prima del nome, alla lombarda.

L’Armando mi ha regalato quelle cose che ho ritratto nella foto relativa a questo post; sono dei morsetti per i freni a bacchetta, di un tipo che non avevo mai visto. A me che piacciono le bici vecchie; da lui che è meccanico ciclista a me che vorrei tanto esserlo.

L’Armando non mi ha regalato solo queste cose, mi ha regalato anche i bulloncini con la B bianca su sfondo blu della Bianchi, una cassetta di raggi delle ruote, o razze, come li chiamano qui e tanto altro.

L’Armando, la Deborah, il Michele sono la Cicli Di Buono di Ravenna. E questa non è pubblicità. E’ simpatia.

Sto ascoltando: Scare Myself di Thomas Dolby

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I Residenti

Oggi scriverò di musica. Racconterò di un gruppo musicale misconosciuto che mi ha accompagnato dai 14 anni fino ad oggi. Questo gruppo si chiama The Residents. Per spiegare chi sono credo sarà sufficiente tradurre la prima domanda e la prima risposta delle FAQ dal loro sito ufficiale www.residents.com:
D: I The Residents sono una band o cosa?
R: Credo che dovremmo rispondere “o cosa”. I The Residents scrivono, registrano ed eseguono musica, per cui suppongo che questo li renda una band. Comunque loro pensano a loro stessi come ad un “gruppo”, il che non significa che sia necessariamente rivolto alla musica.

Il primo prodotto musicale  dei The Residents risale al 1972; da allora hanno pubblicato più di sessanta dischi, numerosi video e cortometraggi, tre cd-rom, dieci DVD. Pionieri nell’esplorazione delle potenzialità dei cd-rom e delle nuove tecnologie, hanno vinto parecchi award grazie ai loro progetti multimediali.

Ricordo i pomeriggi passati ad ascoltare un album dal titolo Eskimo, assieme al mio amico Edgardo; piuttosto che musica, erano rumori, percussioni e voci: musica d’avanguardia, non propriamente musica da ballare. Erano i tempi del Punk e ogni novità era accolta a braccia aperte. Mitica l’uscita del vinile (che ancora possiedo) dal titolo The Commercial Album, talmente commerciale da contenere 20 brani da un minuto l’uno per facciata, ma il tutto si basava sul gioco del significato della parola commercial: in effetti potevano passare per 40 spot pubblicitari. Qui un esempio video.

In tutti questi anni The Residents hanno sempre nascosto le loro vere identità, presentandosi al pubblico travestiti, il più delle volte con le loro teste ricoperte da un enorme occhio.

Trasgressivi fino all’inverosimile, hanno alle spalle copertine al limite del cattivo gusto: da quella che sbeffeggia quella del mitico “Meet The Beatles”, a quella di The Third Reich’n'Roll con Dick Clark vestito da nazista con una carota in mano, con tanti piccoli Hilter attorno; o quella della rock opera del 1988 dal titolo God in 3 Person.

Un consiglio per l’ascolto: qualsiasi album decidiate di ascoltare, aspettate almeno venti minuti prima di smettere: resterete travolti da un’onda sonora, prima o poi.

La musica di oggi è ovviamente qualsiasi cosa dei The Residents

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